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Progetto Biogas Wipptal

AGRICOLTURA – ZOOTECNIA ALPINA: QUALI CRITICITÀ? 

Le regioni alpine ospitano importanti aziende del settore lattario-caseario. Tali aziende si trovano in una competizione difficile rispetto ai competitor “di pianura” non foss’altro per ragioni logistiche. Tuttavia anche il delicato ambiente alpino impone ad esse di dover garantire un’elevata attenzione al controllo degli impatti ambientali generati dall’attività zootecnica, specie per quanto riguarda la gestione reflui zootecnici. 
L’utilizzo agronomico di liquame e letame mediante il tradizionale spandimento sui campi non è sempre praticabile. Troppo inquinamento in valle, soprattutto a danno delle acque superficiali e di falda. Troppi odori sgradevoli per residenti e turisti. Senza dimenticare la rilevante massa di gas serra e di inquinanti secondari immessa in atmosfera. 
Oltre alle importanti emissioni di nitrati nelle acque, gli allevamenti e le attività agricole connesse sono ritenuti responsabili per più del 95% delle emissioni in atmosfera di ammoniaca (NH3), all’origine del cosiddetto particolato secondario. Recenti dati di Arpa Lombardia indicano che l’ammoniaca contribuisce per il 6,9% alla formazione di particolato (terza fonte (!) per importanza, dopo riscaldamento 45% e traffico 25%). 
Per i suddetti motivi, il recente D.Lgs. 81/2018 (di recepimento della direttiva (UE) 2016/2284 sulla riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici) prescrive all’agricoltura importanti riduzioni delle emissioni in atmosfera (cfr. allegato III parte 2). A tale normativa ambientale si aggiungono gli stringenti criteri europei di tutela delle acque da nitrati. 
Il dover garantire nei prossimi anni il raggiungimento di tali standard ambientali pone a rischio l’esercizio degli allevamenti e delle attività agricole connesse nelle zone alpine, con potenziali effetti negativi sull’occupazione, sulla riduzione del tenore di vita delle popolazioni alpine e sul conseguente probabile spopolamento di aree in cui le attività umane compatibili costituiscono presidio di tutela.


 UNA SOLUZIONE PER L’AGRICOLTURA – ZOOTECNIA ALPINA 

 Per risolvere le criticità sopra segnalate, si desidera presentare un modello – già realizzato e funzionante - che ha coniugato le esigenze economiche con quelle ambientali. 
L’iniziativa è di vera e propria “Green-Economy” ed “Economia Circolare”
Infatti è stato co-finanziato come progetto LIFE+ e nominato come uno dei progetti leader da parte del Ministero dell’Ambiente. 
Nell’Alta Valle Isarco, estremo nord dell’Alto Adige, 63 aziende agricole hanno dato vita alla società Biogas Wipptal s.r.l. sviluppando un modello di sviluppo nuovo, sostenibile e vincente. La valenza del progetto, in questa forma unico in tutta Europa, è tale da aver avuto l’adesione di partner di rilievo tra cui la cantina di Tramin, la libera Università di Bolzano e l’Università di Torino. Il progetto ha inoltre ricevuto vari premi di riconoscimento a livello nazionale e internazionale. 
La comunità di agricoltori e allevatori ha realizzato un complesso impiantistico alimentato dai reflui zootecnici prodotti dalle aziende locali. L’impianto produce non solo energia elettrica rinnovabile (biogas), ma anche un fertilizzante naturale ottenuto dal digestato proveniente dall’impianto di biogas. 
Grazie all’iniziativa della Biogas Wipptal s.r.l. gli allevatori riescono ora non solo a rispettare le cd. migliori pratiche di gestione ambientale (in linea con la Decisione (UE) 2018/813 sulla gestione degli effluenti di allevamento), ma a creare una fonte di reddito aggiuntiva che costituisce utile supporto in un’economia svantaggiata come quella montana.
Gli effetti ambientali sono straordinari: gestire gli effluenti in un impianto come quello della Biogas Wipptal s.r.l. invece che spanderli tal quali sui terreni, evita gravi conseguenze negative per le acque di falda, l’inquinamento atmosferico e, non da ultimo, l’inquinamento olfattivo. 
Da un punto di vista economico, progetti del genere garantiscono il mantenimento degli standard di vita degli allevatori di montagna. In primo luogo, evitano loro di dover ridurre il numero di bestiame per poter rispettare le normative ambientali vigenti. In secondo luogo, permettono agli agricoltori/allevatori di avere introiti aggiunti derivanti dalla vendita di biogas e fertilizzanti, o quantomeno di risparmiare su questi ultimi, non dovendoli più acquistare sul mercato. Infine, consentono di sostituire il fertilizzante minerale di sintesi con un fertilizzante completamente naturale.


Il progetto Biogas Wipptal è trasferibile a molte zone dell’arco alpino – e non solo quelle di particolare pregio per la biodiversità e il turismo (es. zone NATURA 2000) – che presentano problematiche similari a quella della Valle dell’Isarco. La soluzione offerta dal progetto Biogas Wipptal s.r.l. offrirebbe peraltro anche una misura concreta nell’ambito della procedura di infrazione che la Commissione europea ha aperto per l’inosservanza della normativa nitrati. 
Ed infatti, il Progetto della Biogas Wipptal s.r.l., per il suo contenuto innovativo, è stato scelto dalla Repubblica Federale di Germania nell’ambito di un importante progetto di ricerca e sviluppo internazionale, come unica realtà italiana del settore per identificare le migliori tecniche disponibili (BAT) nel settore della gestione degli effluenti dei bovini da latte.

15/05/2019